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Pubblicato il giorno 14-gen-2020

Studio Tecnico Ing. Giuseppe Carmine Fulia

La cessione di cubatura è un istituto giuridico che si viene attuando in concreto nella prassi intorno agli anni novanta e pur non espressamente definito dal Codice Civile viene riconosciuto poi dalla giurisprudenza. Questa prassi si articola su due momenti: il primo, privatistico, di rapporto tra due privati (cedente e cessionario) che si danno la reciproca disponibilità (l’impegno) e il secondo, pubblicistico, del comune che lo traduce in permesso di costruire che è l’atto nel quale si concretizza il contratto. Secondo la giurisprudenza non importava la forma con cui si manifestava la disponibilità dei privati, ma solo che venisse resa nota al comune al momento del rilascio del permesso.
Dal 2011 il Legislatore ha imposto la pubblicità dei “contratti che trasferiscono, costituiscono o modificano i diritti edificatori comunque denominati, previsti da normative statali o regionali, ovvero da strumenti di pianificazione territoriale” sottoponendoli all’obbligo della trascrizione (introducendo il comma 2bis all’articolo 2643 del Codice Civile con l’articolo 5, comma 3 della legge 12.07.2011 di conversione del d.l. 13.05.2011).
In generale i “confini di applicabilità” sono:
solo se il terreno di atterraggio della volumetria assentita dal PRG ha la stessa destinazione di quello di decollo;
se i lotti tra i quali avviene il “travaso” delle volumetrie sono “contigui” (ovvero vicini se non proprio aderenti e confinanti).
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